lunedì 11 marzo 2013

NOTTAMBULI: BRUNO MARTINO


Quando nel 1960 Bruno Martino incise "Estate", forse non avrebbe immaginato che insieme a "Nel Blu Dipinto di Blu" sarebbe diventata la canzone italiana più conosciuta all'estero. La fortuna di "Estate" e del suo autore la dobbiamo a Joao Gilberto che la riarrangiò in versione bossa nova e la fece conoscere al mondo intero. Divenuta uno standard, la canzone è stata eseguita dai migliori jazzisti del tempo, tra le mie preferite quelle di Chet Baker, Michel Petrucciani e Shirley Horn e tra i numerosi artisti italiani che si sono cimentati con il brano, cito Vinicio Capossela.
E pensare che Bruno Martino è diventato cantante per caso, dovendo sostituire la voce solista della sua orchestra durante un concerto.
Bruno Martino mosse i suoi primi passi come pianista nell'Orchestra 013 di Piero Piccioni, in Rai, per poi "emigrare" nel nord europa dove con la sua jazz band ebbe un buon successo grazie al suo lavoro di sintesi, se così si può chiamare, che consisteva nel mischiare il jazz alla canzone tradizionale napoletana e proprie composizioni. Non solo per "Estate" è noto Bruno Martino; voglio ricordare altre belle canzoni come "E la chiamano Estate", "Cos'hai Trovato In Lui" e "Baciami Per Domani".
Un crooner dalla voce elegante e raffinata, un'arte che in Italia, come molte altre cose, sembra andata perduta.


10 commenti:

  1. Da piccola odiavo (si si, proprio cosi) Bruno Martino proprio per Estate. Per me era una cosa impensabile cantare "odio l'estate": ma come, il tempo della vacanza, dell'ozio del farniente. Assurdo.
    Poi, per fortuna, si cresce. Oggi (beh, da un bel po' di anni, in veritá) Estate è una delle canzoni italiane che più amo in assoluto ( come il suo autore, con Bindi, Conte e GM Testa).
    Meravigliosa l'interpretazione di Petrucciani. Amo molto anche quella fatta da Ornella Vanoni.
    Good good choice indeed, Harmo. Thanx!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo stesso dicasi per me. Del resto è inevitabile e naturale, amare queste canzoni con l'avanzare dell'età. La versione di Shirley Horn, se hai l'occasione di ascoltarla, è altrettanto bella e con la sua cadenza leeenta, oserei dire che è una canzone che trasuda afa da ogni nota.
      Grazie a te sorellina.

      Elimina
    2. Ascoltata...per i miei gusti, forse "trasuda" troppo. Resto alla mia "lazy version " della Vanoni :-)

      Elimina
  2. vedo che un po' alla volta stai chiamando all'appello tutti i più grandi musicisti italiani degli anni d'oro. Martino aveva un modo di armonizzare i suoi brani, molto influenzato dal jazz, e questo lo poneva al di sopra della media dei cantautori dell'epoca. Sottoscrivo l'antipatia di Irry per "Estate", solo che a me permane tuttora. Io avrei scelto un brano meno conosciuto, ad esempio l'ironico blues "Sono stanco".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No Mauri, non puoi non amare Estate !!

      Elimina
    2. eh beh, a ognuno il suo. a me piace molto anche "cos'hai trovato in lui", apprezzo comunque la sincerità di mauri nel dire che non ama "estate". :o)

      Elimina
    3. Doverosi questi post per artisti finiti nel dimenticatoio e non è finita qui.
      Mi trovi d'accordo; chi allora, come Martino, flirtava col jazz era una spanna sopra gli altri cantanti.

      Elimina
  3. e comunque devo dire che la versione bossa di Joao Gilberto non è poi male

    RispondiElimina
  4. Per quanto non ami particolarmente 'Estate' bisogna riconoscere che è l'unica canzone italiana ad essere diventata uno standard jazz (certo, ci sono stati esperimenti di jazzisti anche con altri classici della musica italiana, ma si è trattato sempre di fatti episodici - spesso pensati a fini commerciali - che non hanno avuto seguito).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo è l'unica. E' un peccato che alcune canzoni di Battisti o di Tenco riproposte in chiave jazz non abbiano avuto la stessa fortuna.

      Elimina

Scrivete quello che vi pare, ma lasciate un nome.
Ogni commento offensivo sarà eliminato.