lunedì 4 febbraio 2013

NEO-CROONER: JOSE' JAMES


Sgombriamo il campo da ogni equivoco: la categoria dei neo-crooner non esiste, è una mia invenzione per questo post, ma se un giorno qualche "artista" della stilografica dovesse coniare il neologismo, Josè James ci starebbe dentro alla grande. L'artista afroamericano se n'è infatti uscito con un album per l'etichetta Blue Note, che se non rispetta i canoni del cantato da crooner tradizionale, nei fatti può essere ascritto come un nuovo stile di canzone confidenziale. "No Beginning, No End", questo il titolo dell'album reso ancora più bello dallo splendido ritratto del cantante che campeggia in copertina, è infatti un concentrato di stile come non si sentiva da tempo e la voce del nostro primeggia negli orditi sonori "minimalisti" creati ad hoc. James è in campo dal 2008, questo è il quarto lavoro, vi dirò che il qui presente è il primo disco da me ascoltato delle di lui opere; mal me ne incolse, ma questa è storia vecchia e devo di nuovo sfanculare i soliti "maitre a penser" che di fatto mettono la mordacchia a questo tipo di produzioni. Quindi, doveroso un ringraziamento ad un uomo che mangia pane e soul e fortunatamente è ancora "on Air", sto parlando di Massimo Oldani, fine conoscitore di tutto quanto fa black music, dove ho potuto ascoltare per la prima volta questa meraviglia, e merda sugli altri.
Ritornando al disco, siamo come detto su livelli altissimi, soul e jazz ultraraffinato, se oso fare un paragone siamo dalle parti di Terri Callier con una spruzzata di Gil Scott Heron, ma lui è talmente intelligente da non tirarsela troppo e suona sia con leggende quali Mc Coy Tyner, come con rappers a me sconosciuti e alambiccatori elettronici come Flying Lotus.
Disco prodotto dall'immenso Pino Palladino e fortemente voluto in Blue Note dal labelmate Robert Glasper (vi ricordate il suo album del 2012, Black Radio?), "No Beginning, No End" è già una pietra miliare del nuovo soul virato in jazz.

 

7 commenti:

  1. Anch'io l'ho ascoltato su radio capital(the vibe).
    James è veramente uno dei pochi artisti "contemporary" interessanti.
    Il malinconico refrain di"heaven on the ground"mi sta accompagnando"morning,noon and night"e non se ne vuole andare....Ma se poi ascoltiamo la successiva "do you feel",comprendiamo pienamente la statura del personaggio.

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    1. E'anche un mio compagno di ascolti in questo periodo e quando un disco diventa "necessario", direi che siamo a dama.

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  2. Ok, io saró pronta a testimoniare la tua paternitá del termine " neo crooner".
    Detto ció, io raccolgo questo che, per me, è un invito a nozze. Ho una speciale passione per i crooners, categoria sempre molto sottovalutata.....
    Mi fa enormemente piacere sentire che anche tu ritrovi in Josè James un po' del mio amatissimo (e mai troppo compianto) Terri Callier.
    Davvero una gran bella proposta, Harmo :-)

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    1. Grazie. A proposito di Callier: mi sto finendo le orecchie nel riascoltare "What colour is love", l'album intero...mamma mia, sarà il periodo, ma al momento questi sono i suoni che mi va di ascoltare e ri-ascoltare più di altri.
      Per il termine "neo-crooner" che ne dici di un 70/30% :o)

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    2. Io sono fermamente convinta che " ascoltiamo quello che siamo" nel senso di come ci sentiamo...
      Beh, poi, What colour is love è un super album e Terri Callie, davvero grandissimo.
      Con il mio fratellone, non negozio. Tuo al 100% :-)

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