lunedì 31 dicembre 2012

BUON ANNO DALLA BAIA

Per finire l'anno, niente di meglio di un mix di brani che arrivano dal 1979 ad opera di Dj Mozart, uno degli artisti della console a livello mondiale, italiano, che se la giocava alla grande con gente tipo Tom Savarese, Dave Mancuso e Francoise Kevorkian, tanto per dire. Chi in quegli anni aveva la fortuna di transitare dalla Baia degli Angeli di Gabicce Mare, poteva godere di certe compilation, una gioia per gli orecchi e per le gambe.  Let's dance e Buon Anno ! !


7 commenti:

  1. Grazie Harmonica, un buon anno danzante anche a te!

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  2. Pensa te, al mio paese, la baia è una via dove c'è il cimitero, quindi "buon anno dalla baia" mi suona malissimo ;) ... e allora, toccandomi, ti saluto e auguro un 2013 di godimento orgiastico puro. Augri!!!

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  3. Irriverent Escapade1 gennaio 2013 01:48

    Nel '79 ero poco più di una bambina, quindi, adesso che ho l'etá, prendo,porto a casa e ballooooo !!
    Grazie Harmo. Buon anno :-)))))
    C.

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  4. Ad un Buon Anno dalla Baia non posso che rispondere (visto che l'ho frequentato dall'apertura) con un Buon Anno dal "Typhoon" (B.Loda altro DJ dello stesso ambiente e circuito musicale) e mi stupisco che il Buon vecchio Ally, visto dove sta di palude, non abbia contraccambiato con un Buon anno dal "Cosmic" (DJ D.Baldelli & TBC) o dal "Les Cigales" (DJ Rubens.....per me il migliore)......
    Happy Lysergic & Funky New Year a tutti
    Guido/LF

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  5. Ciao Harmonica, buon anno anche a te.

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  6. Grazie per aver postato il nastro che, nonostante la qualità audio non buona, è interessante. Come già sapevo, DJ Mozart è stato un ottimo allievo del capostipite italiano DJ Miki del Ciak di Bologna. A sua volta Mozart ha rappresentato il punto di riferimento nel genere musicale funky per noti professionisti quali Rubens e Spranga, ed è stato il generatore del movimento "afro-funky" nel nord Italia. Nella musica di Mozart vi erano molte charts dell'underground disco di NYC, pubblicate in USA dal giornalista Vince Aletti e, con ogni probabilità, raccolte e diffuse nel bolognese dal DJ Miki, il quale ultimo era anche lui giornalista e conosceva bene la lingua inglese. Inoltre sono grandi i meriti dell'etichetta discografica del DJ Mozart, la Irma Records di Bologna. Come esperto, anche se ormai "in pensione", credo di poter dire che il miglior DJ dell'"afro-funky" è di gran
    lunga Claudio Tosi Brandi in arte TBC. TBC merita la collocazione tra i top 20 disco DJs "normali" italiani. Devo onestamente riconoscere che il DJ "afro-funky" che per primo ha cercato di fare cose diverse dalla ripetizione della disco made in USA è stato Daniele Baldelli, ma purtroppo il suo stile mi induce allo sbadiglio, specie dal vivo. I vari Loda/Lodola & compagnia bresciana hanno il merito di aver sviluppato la "novità" intuita da
    Baldelli, cioè la musica elettronica di provenienza europea, e di fatto hanno anticipato il boom italo-disco degli anni da 82 a 87.
    Concludo invitando gli appassionati della disco ad essere curiosi e a non limitare le proprie conoscenze a 2-300 brani, quelli che il 90% dei DJs del movimento "afro-funky" suonano ormai invariabilmente e ineluttabilmente da 30 anni e oltre.
    A cosa serve, infatti, un disco DJ se non a proporre musica nuova/non conosciuta/in modo innovativo ? Pur essendo "vecchio", rifiuto di sclerotizzarmi su Sam Jam/Hudson County/ecc ecc, e non accetto la noia di mixare sempre gli stessi dischi per decenni di fila, magari seguendo pure lo stesso ordine, finalizzato a facilitare il mix e/o perchè il brano X sta bene dopo il brano Y (anche se X parla di Maometto e Y di sesso bizzarro). Cosa c'è di
    meglio che improvvisare, magari sulla base di una playlist a tema scritta a tavolino e mai provata al mixer ? Oggi la verifica dei contenuti è molto facilitata dal web. E' chiaro che in questo modo si rischiano bufale a volte comiche (ad esempio mettere "facciamo l'amore" dopo "super queen" ovvero trans ben dotato), oltre che errori ed imprecisioni tecnici, ma quando il DJ si diverte è normale che si diverta anche la gente che lo ascolta. Il viceversa secondo me è dubbio, e tante volte la comicità può essere involontaria. Non dimentichiamoci mai, infatti, che nello sterminato popolo del web noi italiani siamo tra i peggiori in lingua inglese.

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