martedì 30 ottobre 2012

IL LUNGO ADDIO: TERRY CALLIER 1945-2012


Fosse anche ricordato per una sola canzone, credo che questa basti. Cantautore e chitarrista afro americano che ci ha regalato delle perle folk-soul, rimarrà nella storia per questo gioiello Northern Soul. Si, storia della musica, non del rock o del soul, o del folk o di quel cazzo volete voi.
"Walls Come Tumbling Down" diceva qualcuno, ma quelli nella testa sono i più difficili da buttar giù.
Ti sia lieve la terra, fratello.

7 commenti:

  1. Irriverent Escapade30 ottobre 2012 11:15

    Stamattina, random nel lettore, mi è passata What colour is love....
    RiP, Terry, as you can see, you're still with me.

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  2. Io immagino che di me molti pensino "quel pazzo che ascolta Terry Callier, John Martyn, Shuggie Otis, Paul Westerberg, Chris Whitley”. Sì, perché va bene Miles Davis, gli Stones, Bruce, Hall & Oates, Fleetwood Mac, i Van Halen originali, la Deep Purple Family, i Police e Paolo Conte, ma ci sono certi "cult heroes" per cui ho da sempre un amore incondizionato. Terry era uno dei miei musicisti preferiti in assoluto, che non riesco a smettere di riascoltare. E' stato uno dei lutti di artisti che ho sofferto di più personalmente, domenica sera la notizia della sua morte mi é dispiaciuta come poche altre. Grandissimo, dimenticato, ignorato, tardivamente ripescato, imitatissimo senza mai ammetterlo, silenzioso eroe dalle due, tre, cento, mille vite. Un uomo di blues senza mai avere fatto blues in senso stretto, sospeso in quella terra di nessuno tra soul jazz e folk che solo lui sapeva esplorare così bene, decenni prima che qualcuno inventasse il termine "crossover". E Speak your peace, Timepeace, Chelsea blue, Ordinary Joe, Dancing girl, Can't catch the Trane... e poi What colour is love, affascinante, sensuale e malinconica come la bellissima donna in copertina dell'album omonimo. Grazie di tutto Terrence, I'm goin' miss you, candyman.

    http://www.youtube.com/watch?v=ozaLAy0XKeY

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    1. Siamo in due, sui "Cult Heroes" la penso esattamente come te. E trovo molta più soddisfazione scovare delle perle nascoste nei meandri del mercato discografico che non fossilizzarsi sui soliti noti.

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    2. In realtà ho nominato i miei preferiti tra gli "underdog" e tra i "nomoni" a me più cari, tra i quali avevo dimenticato Van Morrison. Terry non era da meno dei più celebrati eroi del soul o del folk, gli ha giocato contro il suo essere entrambe le cose, il suo enorme eclettismo.

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