lunedì 10 settembre 2012

DUE PAROLE SULL'R'N'B

Fermi al palo i due fuoriclasse dell'r'n'b degli ultimi anni - escludendo R. Kelly, lui è oltre il genere - Maxwell e D'Angelo, rispettivamente dal 2009 e dal 2000, l'rn'b fatto e suonato dai maschietti non è che dia motivo per esaltarsi. Se la controparte femminile, penso a Janelle Monae, Kelly Price, Jill Scott e Maysa, è tutta un fiorire di album notevoli, i nostri baldi giovanotti si contraddistinguono nel percorrere sentieri già battuti in cui la noia, dopo l'ascolto di poche canzoni, la fa da padrone, oppure nella peggiore delle ipotesi, il solito trito techno pop viene spacciato per r'n'b. Eccezioni sono state il bel disco di Eric Roberson nel 2011 e "Black Radio" del Robert Glasper Experiment, ma lui è un fuori quota che proviene dal jazz. Arriva quindi con piacere il nuovo album, il quinto, di Dwele, artista e polistrumentista afroamericano, dal titolo "Greater than one", un disco che non sarà un capolavoro ma perlomeno è onesto, dove si possono ascoltare buone ballate in alternanza con dei discreti up-tempo. Il nostro ha scritto tutte le tracce dell'album e lo stesso si mantiene in bilico tra la consueta eleganza "fredda" dell'r'n'b dei nostri giorni ed un certo coraggio nel voler sperimentare nuove forme di soul. Ottima la vocalità, come del resto è richiesta in chi si cimenta nel genere e una speranza per il futuro dello stesso, nell'attesa di ascoltare gli auspicabili nuovi lavori degli artisti citati all'inizio del post.

7 commenti:

  1. l'unico fuoriclasse dell'r'n'b oggi è frank ocean! ;)

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    1. lo conosco poco, "novacane" giusto? approfondirò.

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  2. Seguo Dwele sin dagli esordi. Nulla di eccezionale, ne convengo, però in mezzo a tutta sta' fuffa... Ciao Mr.Harmo.

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    1. Bel disco comunque, sempre meglio delle solite next big thing propinate dai criticateur....
      ciao bro.

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  3. Traduzione del post: un disco del cavolo di cui non si ricorderà nessuno di qui a tre settimane, ma visto che mi piace il genere ne parlo bene lo stesso.

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    1. Mah, disco del cavolo lo dici tu, io l'ho trovato piacevole da ascoltare, che sia dimenticabile ci può stare, in linea del resto con la musica prodotta in questi anni, non solo r'n'b però. Anzi, gli unici dischi da mandare ai posteri vanno ascritti alla musica black, però. Penso a "The Arkandroid" di Janelle Monae del 2010 o allo splendido album del 2012 di Esperanza Spalding. Su Alle, un piccolo sforzo, ascolta il soul e i suoi derivati, forse ritornerai ad appassionarti alla musica.

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  4. Mai detto di non essere più appassionato di musica!

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