martedì 17 luglio 2012

IO, TU, NOI TUTTI PER UNO


Scorrendo nella discografia di Lucio Battisti, specialmente quella che si riferisce al periodo americano post Anima Latina, si possono ritrovare delle canzoni semi-sconosciute o quasi, o perlomeno brani che hanno avuto minor riscontro tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Il tiro del brano di oggi è quello adatto al blog, un funk morbido alla Brothers Johnson, uno dei pallini musicali del Lucio di quel periodo, è tratto da "Io, tu, noi tutti", album del 1977 registrato negli studi della RCA ad Hollywood nella speranza di scalare le classifiche in terra americana, cosa che poi non avvenne, arrangiato insieme a Mike Melvoine tastierista già membro dei Fifth Dimension e che vide la decisiva collaborazione di musicisti di grande livello come il batterista Hal Blaine - Elvis e Simon and Garfunkel tra le sue collaborazioni - i chitarristi Dennis Budimir e Jim Hughart, collaboratori rispettivamente di Frank Zappa e Tom Waits, Ray Parker Jr credo non abbia bisogno di presentazioni, ed il tastierista Michael Boddicker, già insieme a Qunicy Jones. "Ami Ancora Elisa" è una specie di riassunto di tutto il sound che pervade l'album, prima di tutto l'utilizzo di tre chitarre elettriche contemporaneamente quasi sempre in chiave ritmica, il riff di chitarra e basso è l'ossatura come in quasi tutti gli altri brani, compreso quell'immensa canzone che è "Amarsi un po'". Grandi cambi di ritmo in questo pezzo, forse troppo avanti per l'ascoltatore medio di allora, e forse ancora di più adesso, quel che è certo è che ha un effetto ipnotico.

6 commenti:

  1. si davvero ottima riscoperta

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  2. non me la ricordavo, come tu sai anche per me questo periodo è il miglior battisti in assoluto...

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  3. Irriverent Escapade19 luglio 2012 13:05

    Mah. Io mi avvicino sempre come una scolara ignorante. Con Battisti faccio fatica, credo anche di avertelo detto e mi ci approccio sempre da "ascoltatrice media" ( o mediocre). Merito a te, maestro Harmo, se lo sto scoprendo

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  4. Beh, allora ero troppo avanti! Era il pezzo che preferivo dell'album

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