lunedì 19 luglio 2010

TONY SCIUTO: ISLAND NIGHT, 1980


Tony Sciuto è uno dei tanti artisti west-coast aor famosissimi in Giappone e sconosciuti o quasi nella madrepatria, in questo caso gli Usa.
Se questo album fu un grande successo in Giappone nel 1980, non altrettanto si può dire dei riscontri che ebbe negli states dove fu bellamente ignorato e che incisero sulla decisione del nostro di dedicarsi anema e core nello sviluppare la prima parte della sua carriera nel paese del sol levante, per poi entrare a far parte negli anni '90 della band australiana dei Little River Band. Il disco è un buon esempio di quel che era la musica pop californiana di quegli anni, anche se per me un brano spicca su tutti gli altri: "Cafe L.A."
Il pezzo è come un bignami per entrare nell'atmosfera di questo genere musicale; inizia con un fender rhodes che accompagna la voce di Tony, poi entra un basso dalle movenze pastorjusiane per poi dispiegarsi con tutti gli altri strumenti, il fender diventa un piano acustico e dopo la seconda ripetizione del ritornello ecco entrare un assolo di sax accompagnato da un flicorno, ancora la voce di Tony poi di nuovo un'altro assolo di sax e poi di flicorno a chiudere il tutto.
Lucciconi e fazzoletti per un brano che sfiora la perfezione pur essendo di maniera.
C'è da chiedersi il motivo per cui un disco così sia conosciuto dai soliti quattro gatti.

Produttore: Steve Dorff

Musicisti:
Drums: Ed Greene, Ron Tutt
Guitars: Tony Sciuto, Ben Benay, Tom Rotella, Gary Griffin, Steve Lukather
Bass: Michael Sciuto, Mike Porcaro, Scott Edwards
Keyboards: Bill Cuomo, Tony Sciuto, Gary Griffin
Synthesizer: Steve Dorff
Percussion: Steve Warehime, John Raines
Sax: Tom Scott, Jim Horn
Flugelhorn: Chuck Findley
Background Vocals: Ginger Blake, Venetta Fields, Shirley Mathews, Joe Chemay, Curt Betcher, Peter Noone, Michael Sciuto



Tony Sciuto - Cafe L.A.

sabato 17 luglio 2010

DANNY KORTCHMAR: KOOTCH, 1973


Danny Kortchmar o Kootch per gli amici, è un chitarrista sessionman che sicuramente gli appassionati della west-coast conosceranno bene, avendo lavorato con artisti del calibro di David Crosby, James Taylor, Carole King, Carly Simon, Graham Nash e Don Henley. Qui invece parlerò di uno dei due dischi solisti pubblicato da Kootch nella sua carriera, disco del 1973 e intitolato come il suo nickname, "Kootch", appunto. Se la voce del nostro non è propriamente bella, a livello musicale si sente che ha una marcia in più, avendo messo nel suo disco delle intuizioni che saranno poi artisti come Billy Joel ma anche il Joe Jackson versione "newyorchese" ad avvalersene. Il disco è suonato in collaborazione con Paul Stallworth al basso e con il futuro produttore David Foster alle tastiere, con cui il nostro darà poi vita in seguito al gruppo degli "Attitudes", specializzati in funk-soul. "Kootch" è ancora oggi un godibile pastiche di musica pop intrecciata con i ritmi della città che non dorme mai e oltre ad essere un documento sonoro di quell'epoca è anche un tipo do musica di cui oggi, in un'epoca dominata da tanti cialtroni, ne sentiamo sempre più il bisogno.
Danny Kortchmar - Burnt Child